Tuesday, July 15, 2008

Ottimo lavoro, Yuppie! (da "blogaprogetto.wordpress.com", July 15, 2008)

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«Il premier italiano è stato uno dei più controversi leader nella storia di un paese conosciuto per corruzione governativa e vizio - si legge nel profilo -. Principalmente un uomo d’affari con massicce proprietà e grande influenza nei media internazionali. Berlusconi era considerato da molti un dilettante in politica che ha conquistato la sua importante carica solo grazie alla sua notevole influenza sui media nazionali finché non ha perso il posto nel 2006». La biografia pubblicata sul ‘press kit’ non si ferma qui: «Odiato da molti ma rispettato da tutti almeno per la sua ‘bella figura’ (in italiano nel testo) e la pura forza della sua volontà - afferma la biografia - Berlusconi ha trasformato il suo senso degli affari e la sua influenza in un impero personale che ha prodotto il governo italiano di più lunga durata assoluta e la sua posizione di persona più ricca del paese». La biografia di Berlusconi, che cita anche il fatto che da ragazzo «guadagnava i soldi organizzando spettacoli di marionette per cui faceva pagare il biglietto di ingresso», ricorda che il futuro premier italiano mentre studiava legge a Milano «si era messo a vendere aspirapolvere, a lavorare come cantante sulle navi da crociera, a fare ritratti fotografici e i compiti degli altri studenti in cambio di soldi»

Pensate se fosse successo in Italia. So che è praticamente impossibile, ma provate ad immaginarvelo. Io sarei disposto a pagare per una cosa del genere in diretta nazionale, solo per assistere alle frasi che tirerebbe fuori dopo una sputtanata simile.
Probabilmente sono stati fraintesi.


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Sunday, July 13, 2008

Urinandosi sui piedi durante la doccia si riesce a prevenire il cosiddetto “piede d’atleta” (Tinea pedis). (da "casaizzo.com", July 13, 2008)

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È vero? Ebbene, è pur vero che l’urina contiene una certa quantità di ammoniaca, e che l’ammoniaca uccide i germi. Ma non è abbastanza concentrata per uccidere tanti germi quanti attaccano il piede in estate, quando è costretto in scarpe poco traspiranti. Inoltre, urinandosi sui piedi nella doccia, l’acqua corrente tende a diluire l’ammoniaca. La risposta, quindi, è no - ma se vuoi continuare a farlo perché ti piace quella sensazione di calore ai piedi, non c’è nessuna controindicazione…

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La fotoptarmosi (da "casaizzo.com", July 13, 2008)

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Perché alcune persone starnutiscono quando passano da una zona d’ombra ad una assolata?




A me, per esempio capita. Se capita anche a qualcun altro, ebbene… tale disturbo si chiama fotoptarmosi. Io lo definisco anche lo “starnuto fotonico”. Per fare veramente gli strafighi, in inglese è noto anche come ADCHOO, Autosomal Dominant Compelling Helio-Ophthalmic Outburst…! Si tratta di un riflesso condizionato che colpisce almeno un sesto della popolazione mondiale (soprattutto i caucasici) e sembra aumentare dopo almeno cinque minuti di adattamento ad un ambiente di penombra o di buio. La causa, apparentemente, è un contatto “genetico” (e trasmissibile al 50%) tra il nervo ottico e il nervo craniale trigemino, responsabile del riflesso dello starnuto. La stimolazione improvvisa del nervo ottico “shocka” il trigemino che reagisce attivando l’impulso allo starnuto. Un’altra spiegazione è quella che chiama in causa i dotti lacrimali e le narici. Nel cosiddetto dotto nasolacrimale si raccoglierebbe l’umidità in eccesso che l’occhio produce all’esposizione improvvisa al sole. La reazione della narice causa lo starnuto. In ogni caso è bene sapere che se si soffre di fotoptarmosi, non si può diventare piloti di caccia da combattimento. E non servono a nulla nemmeno gli occhiali da sole alla Top Gun.

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Perché le caccole sono salate? (da "casaizzo.com", July 13,2008)





Chi non ha mai assaggiato una caccola alzi la mano…! La caccola è l’oziosa delizia del bambino spensierato, e a volte anche il piacere colpevole dell’adulto mai cresciuto. Sicuramente ci chiediamo tutti il motivo del sapore delle caccole: ebbene, dipende da diversi fattori. Prima di tutto, è opportuno riflettere sul fatto che la caccola è fatta di muco, e come tale è composta principalmente da mucopolisaccaridi - essenzialmente enormi molecole i cui monomeri di zucchero sono stati aminati. Le molecole si impregnano di acqua - il sapore salato arriva per osmosi. Chiaro, no? Ma pensiamo anche alla differenza di sapore e di colore tra le caccole di campagna e quelle di città: dove l’aria è più buona, la caccola è giallo-verdastra e dal sapore relativamente neutro. In città, con lo smog e le polveri nell’aria, la caccola diventa tendenzialmente nerastra e decisamente amara: il muco, in fondo, si forma propro per filtrare le schifezze che respiriamo. Il muco, quindi, è nostro amico.

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Qual è l’origine della lanugine ombelicale e perché spesso si presenta sotto forma di batuffoli color grigio-blu? (da "casaizzo.com", July 13, 2008)

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La lanugine dell’ombelico è un problema che si pone da quando l’homo sapiens ha imparato a vestirsi. Qualunque tipo di indumento, infatti, strusciando tutto il giorno contro la pelle, deposita fibre tessili sul corpo. Se l’uomo è molto peloso, l’abrasione è più accentuata (ecco spiegato perché le donne hanno meno lanugine). E siccome tutti i peli (del torso e del pube) portano all’ombelico, e spesso l’ombelico è orientato all’interno, la lanugine si deposita naturalmente nella cavità ombelicale. Il movimento, il sudore e la gravità fanno il resto. Stando seduti, l’ombelico si comprime e i batuffoli si condensano. La lanugine non ama essere disturbata. Per questo si nasconde nell’ombelico. Il mistero sta nel colore della lanugine, spesso bluastra anche se state indossando una maglia gialla o arancione. Il che è probabilmente collegato alle cellule di pelle morta mista alle fibre tessili, come dimostra l’analisi al microscopio… Un’ultima curiosità: pare che un piercing all’ombelico ne allontani per sempre la lanugine!

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Saturday, June 28, 2008

Quell'irruento e irascibile Ballmer (da "Repubblica.it", Jun 28 - 2008)

Profilo dell'ad del gigante di Redmond, che prende il posto di Bill Gates
Dai salti e le urla davanti ai suoi, alle uova contro all'università di Budapest

Soprannominato "Bad boy". Ripete: l'importante è il fine, non i mezzi


CLASSE '56, nato a Farmington Hills, nello stato del Michigan, laureato ad Harvard con un master alla Università di Stanford in amministrazione aziendale. Sono i primi dati indentificativi di Steve Ballmer, il nuovo padre-padrone del gigante Microsoft, ovvero del successore a William Henry Gates III, al secolo Bill Gates.

Un'amicizia, quella fra Gates e Ballmer, che comincia al college dove quest'ultimo è manager della squadra di football e si impegna nel giornale universitario "Harvard Crimson". Nel 1977 ottiene la laurea in matematica ed economia.

I due anni successivi li passa lavorando per Procter & Gamble, dove conosce Jeffrey R. Immelt, l'attuale amministratore delegato di General Electric, una delle più importanti multinazionali americane specializzate in tecnologie e servizi. L'11 giugno 1980 entra in Microsoft col compito di coordinare alcune divisioni, fra cui quella per lo sviluppo del sistema operativo e quella delle vendite.

Vent'anni dopo, nel 2000, è nominato amministratore delegato della Microsoft. In quell'occasione Bill Gates si preoccupa di mantenere il controllo esclusivamente sulla cosiddetta "visione tecnologica". L'era Gates sta per tramontare, ma ci vorranno ancora otto anni perché Ballmer possa vedere il suo nome sulla porta dell'ufficio che per oltre trent'anni è stata del fondatore di Microsoft.

Il "cattivo ragazzo" si fa strada. Il "Bad boy" di casa Microsoft - così lo definisce la biografia non autorizzata su Ballmer uscita nel 2003 per mano di Fredric Alan Maxwell - si fa notare dalla pubblica opinione da subito. Per i suoi modi irruenti, decisi, per nulla diplomatici. Con quella sua aria da venditore porta a porta che incita gli impiegati a mettercela tutta, a non demordere mai. Come se non bastasse essere i numeri uno fra le software house mondiali.







La diffusione di sistemi operativi Microsoft che sfiora il 90% mondiale non è sufficiente. Quel 10% sembra impensierire, e anzi, fa andare su tutte le furie il "cattivo ragazzo". L'avanzata di Apple lo preoccupa, la presenza di un altro sistema operativo alternativo aperto - GNU/Linux - gli manda letteralmente il sangue al cervello, tanto da fargli dichiarare pubblicamente nel 2001: "Linux è un cancro che aggredisce il senso della proprietà intellettuale d'ogni cosa che tocca.".

L'attuale numero uno di Microsoft ce ne ha per tutti. Lancia accuse "a ruota libera" di comunismo su chi ha intenzione di sovvertire quello che per lui è il principio sacrosanto dell'economia: l'importante è il fine, non i mezzi. E il fine è vendere il più possibile.

Si prende gioco di tutti, e tutti si prendono gioco di lui. Un esempio? L'exploit sul palcoscenico di una convention, dove arringa ai dipendenti Microsoft, saltellando da una parte all'altra per dieci minuti, in preda a un'eccitazione non comune, e di cui è stato diffuso online il video col titolo "La danza del ragazzo scimmia" (Dance Monkeyboy). Più di recente è stato bersaglio di un lancio di uova, da parte di uno studente ungherese, in occasione di una conferenza di Ballmer. Ma non basta. Taccia come "ridicolo" il nuovo gioiello di casa Apple, l'iPhone, criticandolo per il prezzo esorbitante con cui è stato messo in commercio. E infine conduce personalmente un'estenuante braccio di ferro con Jerry Yang, fondatore e ad di Yahoo!, per l'acquisto del secondo motore di ricerca più importante al mondo. Ma qui, apparentemente, fallisce. Lascia il tavolo da gioco, ritira l'offerta, e punta su una partnership più soft che però non arriverà mai.

Detesta apertamente, attacca frontalmente. Fra gli incubi peggiori di Steve Ballmer un posto d'onore spetta a Eric Schmidt, amministratore di Google, e vecchia conoscenza di Microsoft, da quando Schmidt era prima a capo di Sun Microsystems e poi di Novell, principali concorrenti di Seattle. Tanto da arrivare agli insulti quando alcune voci si rincorrono circa a un possibile passaggio di un importante manager Microsoft verso Mountain View.

Questo è Steve Ballmer, padre svizzero e madre americana - cittadino onorario della città di Losanna, in Svizzera - tre figli, 52 anni compiuti lo scorso 24 marzo. Una sorta di Joseph McCarthy dei nostri tempi, che concepisce la vita come una lotta fra il bene il male, senza mezze misure, o sfumature. Che si scalda con la facilità di un cerino in un incendio. Che quando parla, urla. Per il quale il comunismo (si legga: Linux & Co) è il male supremo, da debellare. E pensare che il nonno vive a Minsk, in Bielorussia, dove Ballmer nel 2007 ha voluto fare una visita non ufficiale.

Al 44° posto fra i più ricchi al mondo. Nel 2007 Ballmer era al 31° posto nella classifica degli uomini più ricchi al mondo. Nel 2008 scende al 44°. A certificarlo è la rivista Forbes che ne stima il patrimonio in 15 miliardi di dollari. Una fortuna accumulata grazie alle stock option ricevute come dipendente Microsoft. E che appena ha potuto, nel 2003, ha incassato, ridisegnando successivamente il programma che gestiva l'assegnazione di azioni ai dipendenti del colosso di Seattle.

Ora, il cattivo ragazzo del software si trova finalmente al potere. Coi suoi pregi e suoi difetti, e un ultimo ostacolo: Bill Gates, l'unico che separa Ballmer dalla sua apparente mania di onnipotenza. Tanto che è lo stesso Ballmer a mettere subito le cose in chiaro in un'intervista recente al Wall Street Journal: "Non avrò bisogno di lui (di Bill Gates, ndr.) per niente. Questo è sicuro. Usarlo sì, aver bisogno di lui, no." Patti chiari - è il caso di dirlo - e amicizia lunga.


Sunday, June 8, 2008

L'addio al celibato di Briatore (da "canali.kataweb.it", Jun 08 - 2008)

La mejo gioventù del jet set internazionale se la diverte a Montecarlo.




La mejo gioventù del jet set internazionale se la diverte a Montecarlo. Cinquantotto anni uno, cinquanta l’altro, Flavio Briatore (prossimo alle nozze con Elisabetta Gregoraci) se la spassa in versione “fratello-ricco-di-Franco-Califano”, mentre l’irreprensibile principe Alberto di Monaco, smesse la fascia e la faccia delle occasioni ufficiali, si sgola in un frizzante “Ollellè / ollallà / faccela vedè / faccela toccà”. Noblesse oblige.