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Per anni Banca Etica è cresciuta a dispetto di un sistema che classificava i suoi investimenti come BB-, "spazzatura", ricorda il presidente Fabio Salviato. Senonché poi si è scoperto che la spazzatura vera era altrove, immessa nel mercato con lusinghieri e rassicuranti rating 'tripla A'. "Siamo arrivati al paradosso per cui si è puniti se si sostiene l'economia reale e premiati se si specula, vengono disincentivati i finanziamenti all'economia sociale ma si permette la piena operatività sul mercato dei derivati perché non regolamentato", dice Salviato.
E adesso, nel pieno della bufera finanziaria che ha bruciato miliardi in tutto il mondo, premiata dai risparmiatori che negli ultimi due mesi hanno fatto registrare un aumento del 100 per cento dell'apertura di conti correnti, Banca Etica ha deciso di cogliere l'occasione non per dire "siamo i più bravi", ma per chiedere una revisione delle regole che penalizzano una realtà economica sana e che hanno permesso a istituzioni finanziarie non altrettanto scrupolose e trasparenti di gettare i mercati nel panico e di costringere i governi a massicce iniezioni di liquidità per evitare una rovina analoga a quella del '29.
Voi lamentate come in tutti questi anni le imprese finanziate da Banca Etica siano state considerate estremamente rischiose, e per questo penalizzate.
"Noi rappresentiamo le imprese non profit , comprese le parrocchie, per esempio. Lei ha mai visto una parrocchia che fallisce? Le nostre imprese presentano un tasso di sofferenza del 0,3% lordo. Noi finanziamo gran parte di quelle imprese che vengono considerate nel sistema del Terzo settore: per questa ragione dalla regolamentazione italiana e internazionale i nostri investimenti vengono considerati a rischio massimo, e penalizzati da difficoltà indicibili nella concessione del credito. Le valutazioni fatte dagli analisti non tengono conto dei piani di sviluppo a medio e lungo termine delle imprese richiedenti, ma badano all'utile immediato senza dare peso al grande valore sociale intrinseco in certe produzioni o in scelte di posizionamento nella comunità locale. E allora bisogna che ci mettiamo d'accordo su queste regole: non è possibile che chi fa economia reale, crea posti di lavoro, milioni di ettari di agricoltura biologica che impiegano il doppio dei dipendenti della Fiat, sia considerato a rischio massimo, e gli altri no. Bisogna rivedere queste regole e privilegiare criteri come i nostri, che hanno dimostrato di essere una buona prassi. Le regole attuali sono quelle che hanno contribuito a portarci a questa catastrofe".
Quali regole in particolare andrebbero modificate secondo voi, e come?
"La normativa Ias (i principi contabili internazionale, ndr) considera le imprese ai valori di mercato, come se si dovesse vendere ora. Perché non torniamo alle origini, considerato che le banche sono nate in Italia proprio grazie a San Francesco? Torniano al principio della sana e prudente gestione. Oggi con questi criteri inoltre non abbiamo strumenti con i quali far fronte alle speculazioni. Le regole vanno riviste, in un'ottica di maggiore protezione. Devono essere applicate a tutti: in questo momento è come se avessimo le autoambulanze costrette a fermarsi ai semafori e le Ferrari che possono sfrecciare a 300 all'ora. Infatti le banche d'investimento americane tipo Lehman Brothers non sono assoggettate a nessuna regola: ricevevano la tripla A, emettavano le obbligazioni che valevano più dei titoli di Stato italiani".
E quindi, come dovrebbe cambiare il sistema finanziario?
"Intanto la banca deve ricominciare a fare la banca: negli ultimi venti anni le banche hanno smesso di fare il loro ruolo, che era quello di raccogliere risparmio e dare fiducia agli imprenditori o ai privati, e hanno fatto sempre più finanza, non credito, alimentando con danaro il mercato finanziario con percentuali sempre più alte, favorendo la diffusione di derivati e altri prodotti altamente speculativi. E invece la banca deve tornare ad essere un soggetto che va a finanziare l'economia reale, naturalmente a ragion veduta".
Il problema è anche la trasparenza.
"La percezione attuale che si ha del sistema bancario è che ci sia una sorta di opacità. Quando l'Fbi ha cercato di trovare gli speculatori che in America avevano scommesso al ribasso contro alcuni titoli, compreso American Airlines, cinque giorni prima dell'11 settembre, guadagnando un miliardo e 400 milioni di dollari, non c'è riuscita, perché i colpevoli si sono persi nei paradisi fiscali. La trasparenza deve essere uno degli elementi che ci caratterizza, anche, e non solo, per evitare il riciclaggio della malavita: i paradisi fiscali rappresentano elementi di opacità. La trasparenza significa anche che il risparmiatore deve capire come viene investito il proprio danaro".
Il risparmiatore italiano però ha una cultura finanziaria quasi inesistente, tende ad accettare qualunque cosa gli propongano banca e consulente finanziario, senza rendersi conto dei margini di rischio.
"E' vero che nostri cittadini spesso hanno un rapporto poco responsabile verso la finanza. Però questo atteggiamento deriva anche dal rapporto di fiducia che c'è sempre stato verso la banca. Da un lato serve maggior trasparenza da parte delle banche, ma dall'altra anche il risparmiatore-investitore deve pretendere di avere maggiori informazioni, e deve conoscere alcune regole fondamentali: se io investo in un prodotto finanziario che rende molto più della media, è evidente che sto rischiando di più. Fatte salve le responsabilità del sistema finanziario, anche il risparmiatore deve assumersi le sue responsabilità".
Anche se voi siete una banca sana, non avete investito in derivati o in altri prodotti a rischio, il crollo dei mercati vi ha comunque danneggiati?
"Noi comunque siamo dentro il mercato, e quindi ne viviamo anche le pertubazioni, ma avendo una politica secondo la quale la raccolta viene utilizzata per i finanziamenti, e il resto rimane in tesoreria, investito principalmente in titoli di Stato, siamo tranquilli. E siamo anche una banca molto liquida, con una raccolta diretta di 550 milioni e indiretta di 100 milioni e impieghi per 400 milioni. Una gestione che ci ha premiati: in questo periodo stiamo assistendo all'apertura di conti correnti 10 superiore rispetto a un mese fa. Anzi, siamo in controtendenza perché stiamo avviando una nuova importante iniziativa".
Di che si tratta?
"Stiamo per realizzare la prima banca etica europea con francesi e spagnoli, utilizzando un modello cooperativo, in base a una legge europea del 2003. Avrà sede in Italia, e sarà controllata dalla Banca d'Italia. Quindi tutto sommato, a modo nostro, tuteliamo anche l'italianità: il nostro modello cooperativo è stato riconosciuto come interessante da altri Paesi, nei quali era ormai scomparso. Come pure il sistema di premiare gli investimenti 'sostenibili', assicurando migliori condizioni di credito a chi migliora l'ambiente o fa investimenti di particolare valore sociale".
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Wednesday, October 15, 2008
E' ora di cambiare le regole: si dia spazio alla finanza etica (da "repubblica.it", October 14, 2008)
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Monday, October 13, 2008
The Olduvai Theory (da "alternativo.splinder.com", October 13, 2008)
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Tutti i segnali della imminente fine della civiltà industriale sono arrivati: il petrolio ha avuto il suo picco di produzione da qualche mese (senza fertilizzanti dal petrolio, la fertilità dei terreni calerà in pochi anni del 90%, entro 50 anni da oggi necessariamente si tornerà a 4 miliardi di umani), il gas avrà il suo picco entro il 2011, l'uranio per usi civili ha meno di 20 anni di vita, il carbone meno di 50, eolico e solare sono ininfluenti e dal 2015 nessuno stato avrà risorse per fabbricare nuovi impianti di "rinnovabili"; i mercati finanziari saranno spazzati via tra il 2008 ed il 2010, la disoccupazione aumenterà verticalmente, il sistema bancario e quello industriale collasseranno entro il 2015, gli stati avranno sconvolgimenti istituzionali ed alcuni scompariranno entro il 2030. Nessuno invece sa se e dove ci saranno guerre, di certo l'accaparramento delle (poche) risorse dell'Artico è un pessimo segnale.
Non dimenticando che il clima è sconvolto, il pianeta "bolle" ed è prossima la scomparsa delle api ed il conseguente collasso dell'agricoltura.
Et cetera.
Vie di uscita non ce ne sono. La maggioranza degli umani ha scelto il suicidio.
Lascio queste ultime parole di Duncan, che siano di monito e di condanna per tutti quegli ottimisti maledetti che hanno distrutto ed ucciso e stanno distruggendo ed uccidendo il pianeta ed i suoi abitanti e preparano il terreno per il secolo della morte e della violenza.
Forse è giusto che finisca cosi'...
"La teoria della civilizzazione parte dalla filosofia greca verso il 500 a.C. per giungere a una quantità di rispettabili scienziati del XX secolo. Per esempio, l’applicazione di riferimento di due modelli di simulazione del mondo, negli anni ‘70, indicava l’aspettativa di vita della civiltà in un periodo compreso tra i 100 e i 200 anni. La Teoria di Olduvai viene specificamente definita come il rapporto tra l’energia prodotta a livello mondiale e la popolazione, sempre a livello mondiale. Essa afferma che l’aspettativa di vita della Civiltà Industriale è pari o inferiore a 100 anni: dal 1930 al 2030. La teoria è stata verificata in riferimento ai dati storici del periodo compreso tra il 1920 e il 1999. Sebbene tutte le fonti primarie di energia siano importanti, la Teoria di Olduvai postula che l’elettricità costituisca la quint’essenza della Civiltà Industriale. La produzione energetica pro-capite è cresciuta fortemente dal 1949 al suo picco massimo nel 1979. Quindi, dal 1979 al 1999, per la prima volta nella storia è calata ad un tasso dello 0,33% all’anno (il “pendio” di Olduvai). Secondo lo schema di Olduvai, tra il 2000 e il 2011, la produzione energetica pro-capite mondiale calerà di circa lo 0,70% all’anno (lo “scivolamento”). Verso il 2012 si verificherà una serie di blackout elettrici permanenti a livello globale. Questi blackout, insieme ad altri fattori, faranno cadere la produzione energetica fino a raggiungere, nel 2030, i 3,32 barili di petrolio equivalente pro-capite all’anno, lo stesso valore del 1930. Il tasso di declino nel periodo compreso tra il 2012 e il 2030 è del 5,44% all’anno (il “precipizio” di Olduvai). Così, per definizione, la durata della Civiltà Industriale è inferiore o uguale a cent’anni. Lo “scivolamento” di Olduvai del periodo 2001-2011 può ricordare la “Grande Depressione” del decennio 1929-1939: disoccupati, poveri e senza tetto in coda in attesa di sussidi e assistenza. Per quanto riguarda il “dirupo” di Olduvai tra il 2012 e il 2030, non conosco alcun precedente simile nella storia umana. I governi hanno perso rispettabilità. Le organizzazioni mondiali sono inefficaci. Il neo-tribalismo si fa strada impetuosamente. La popolazione supera i sei miliardi di persone e continua a crescere. Il riscaldamento globale e virus sempre più aggressivi fanno notizia. L’affidabilità delle reti elettriche sta crollando.
E nel momento in cui manca l’energia, si ritorna al Medio Evo.
Nel 1979 conclusi: «Se Dio ha creato la Terra perché gli umani la abitassero, allora l’ha creata perché fosse adatta allo stile di vita dell’Età della Pietra».
La Teoria di Olduvai è plausibile."
The Olduvai Theory,
Richard Duncan
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Wednesday, October 1, 2008
Help desks field unending stream of oddball requests (da "roberthalftechnology.com", October 02, 2008)
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'A LIZARD CRAWLED INTO MY SERVER'
“How do I get my computer’s coffee-cup holder to come out again?” That may sound like a baffling request, but for seasoned help desk professionals, it’s not out of the ordinary. In a new survey, CIOs identified the most unusual requests they or their support staff have fielded. The survey shows that it takes more than technical expertise to interact with end users -- especially those who confuse CD-ROM drives with coffee trays.
The survey was developed by Robert Half Technology, a leading provider of information technology professionals on a project and full-time basis, and conducted by an independent research firm. It was based on telephone interviews with more than 1,400 CIOs from companies across the United States with 100 or more employees.
CIOs were asked, “What is the strangest or most unusual request you or a member of your help desk or technical support team has ever received?”
Their responses included:
- “Why isn’t my wireless mouse connected to the computer?”
- “My laptop was run over by a truck. What should I do?”
- “Can you rearrange the keyboard alphabetically?”
- “How do I read my e-mail?”
- “My computer is telling me to press any key to continue. Where is the ‘any’ key?”
- “Can you reset the Internet for me?”
- “There are animal crackers in my CD-ROM drive.”
- “Can you build me a robot?”
Some end users called to report problems with mice -- not the electronic kind -- and other pests. To wit:
- “Can you get the mice out of the ceiling?”
- “A server went down, and I found a lizard had crawled into it and died.”
- “A skunk ate my cable.”
Other requests signal more trouble than just a technical glit
ch. Here are some examples:
- “How can I block e-mail from my manager?”
- “Can I open the bank safe using my computer?”
- “Can you install cable TV on my PC?”
- “Can you order joysticks so that we can play video games?”
- “I’d like to stop receiving e-mail on Fridays.”
Help desk professionals are known for lending a hand, but these end users took the concept too far:
- “Can you come and install my car stereo?”
- “Where can I locate dry ice?”
- “I’d like wireless computer access in my motor home.”
- “Can you fix my typewriter?”
- “How long does it take to bake a potato in a microwave?”
- “My daughter is locked in the bathroom, can you pick the lock?”
- “Can you tell me the weather forecast for next year?”
- “The elevator is broken.”
- “How do I wire a robotic turkey?”
- “Where can I get software to track UFOs?”
- “Can you repair my motorbike?”
Beyond the comic relief these out-of-the-blue requests can provide, they also serve as a test of essential help desk and technical support skills, according to Katherine Spencer Lee, executive director of Robert Half Technology. “These unusual requests highlight the need for technical support personnel to also demonstrate patience, empathy and a sense of humor,” she said.
About the Survey
The national survey was developed by Robert Half Technology, a leading provider of information technology professionals on a project and full-time basis, and conducted by an independent research firm. The survey is based on more than 1,400 telephone interviews with CIOs from a random sample of U.S. companies with 100 or more employees. In order for the survey to be statistically representative and ensure that companies from all segments were represented, the sample was stratified by geographic region, industry and number of employees. The results were then weighted to reflect the proper proportions of the number of employees within each region.
About Robert Half Technology
With more than 100 locations worldwide, Robert Half Technology is a leading provider of technology professionals for initiatives ranging from web development and multiplatform systems integration to network security and technical support. Robert Half Technology offers online job search services at www.rht.com.
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Tecnologia e scienza (da "repubblica.it", October 02, 2008)
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Studio raccoglie le 1400 domande piu' improbabili ricevute dagli impiegati di help desk informatici degli Stati Uniti.
"Perche il mio mouse senza fili non e' attaccato al computer?"
Il lettore cd scambiato per porta tazza, la richiesta di resettare la rete internet ed altro ancora: le richieste folli degli utenti.
"Come faccio a far uscire di nuovo il porta tazza?", "Può disporre la tastiera del mio computer in ordine alfabetico?". E ancora: "L'ascensore del mio palazzo si è fermato. Mi può aiutare?". Tecnologia e comuni mortali, quando il computer finisce nelle mani delle persone sbagliate il risultato è un'esilarante richiesta di aiuto ai servizi di assistenza informatica. Robert Half, direttore di una importante azienda americana che fornisce professionisti dell'informatica, dai disegnatori di siti web fino al personale addetto al supporto tecnico, ha riunito in un divertente studio pubblicato sul sito Robert Half Technology le 1400 domande più improbabili ricevute da oltre cento impiegati di centri di assistenza informatica sparsi su tutto il territorio degli Stati Uniti.
La domanda più gettonata riguarda un classico dell'analfabetismo informatico: il lettore cd, integrato all'interno di molti portatili o presente nel case, viene comunemente scambiato per un supporto destinato all'appoggio delle tazze da caffè. Grazie allo studio di Robert Half si scopre però che davanti al malfunzionamento dei computer gli umani possono avere strane reazioni.
"Perché il mio mouse senza fili non è attaccato al computer?", oppure, "Il mio portatile è stato investito da un camion. Secondo lei cosa dovrei fare?", ma anche, "Come faccio a leggere le mie e-mail?" e infine "Il mio computer mi dice di premere un tasto qualsiasi per continuare? Dove si trova il tasto qualsiasi?". Nella classifica delle domande più strane sono queste che si piazzano nella top ten. Seguono altre insospettabili richieste come: "Lei potrebbe resettare Internet al posto mio?", o, "Ci sono dei biscotti a forma di animaletto nel mio lettore cd. Cosa faccio?", per finire con "Salve, mi potrebbe costruire un robot?".
Lavorano con i computer, conoscono ogni dettaglio di quelle macchine infernali e questo basta a far credere a centinaia di persone che i tecnici informatici siano dei cervelloni capaci persino di andare sulla Luna. La scoperta più sorprendente della ricerca effettuata dalla Robert Half Techonology è che, nella maggior parte dei casi, le domande più bizzarre sono proprio quelle che esulano dal funzionamento dei computer. "Potrebbe installare lo stereo nella mia auto?", "Può riparare la mia macchina da scrivere?", "Quando ci mette a cuocere una patata nel forno a microonde?". E ancora. "Mia figlia è rimasta chiusa in bagno. Potrebbe venire ad aprire la porta?", "Quali sono le previsioni del tempo per il prossimo anno?", "Lei è in grado di riparare la mia moto?". Veggenti, meccanici, ascensoristi e persino esperti di cucina, ecco fino a dove dovrebbero arrivare le competenze di un tecnico informatico secondo molti utenti americani.
Katherine Spencer, direttore esecutivo della Robert Half Technology, sostiene che queste richieste così bizzarre sono, oltre che comiche, un metodo per capire quali dovrebbero essere le conoscenze essenziali di un ufficio informazioni e di un servizio di supporto tecnico. "La ricerca ha fatto emergere nuove esigenze per il settore: ora sappiamo che un impiegato del servizio di assistenza non deve solo essere preparato ma anche dimostrare doti di pazienza, empatia e senso dello humour".
Uno spazio a parte è stato dedicato alle domande che riguardano animali domestici e computer. Ecco alcune tra le più originali: "Salve, il mio server è caduto su una lucertola e l'animale è rimasto ucciso. Cosa faccio?", "Aiuto, una puzzola ha divorato tutti i cavi del mio computer" e infine "Potrebbe aiutarmi a far sparire i topi dal tetto?".
Più che problemi legati al funzionamento del computer a volte gli utenti sembrano riversare sul personale del servizio di assistenza frustrazioni e disagi di natura più profonda. Cosa pensare del cliente che chiedeva dettagli su come bloccare la ricezione delle e-mail inviate dal direttore? Oppure di chi avrebbe preferito non ricevere e-mail il venerdì? O ancora di chi voleva installare la tv via cavo direttamente sul proprio portatile? A metà tra il timore reverenziale e la più innocente curiosità, c'è anche chi spera di trovare al numero verde risposte che neanche gli scienziati sanno dare: "Scusi, dove scarico il software per seguire la rotta degli Ufo?".
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Faccio serata (da "pezzidufficio.blogspot.com", October 01, 2008)
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Thursday, September 25, 2008
Foto, testi e cartine oltre alle parole (da "repubblica.it", September 25, 2008)
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Da ottobre i nuovi canali arrivano in tutta Italia.
Linus: "E' il futuro".
I nuovi apparecchi per ricevere contenuti multimediali in vendita a meno di 60 Euro.
L'oggetto è piccolo come un lettore mp3, ha uno schermo sufficientemente ampio e una piccola antenna laterale. Quando si accende, però, si scopre che non è una macchinetta come tutte le altre, perché è un ricevitore per radio digitali. Anche i prezzi sono piccoli come le dimensioni, meno di 60 euro, per avere tra le mani un ricevitore che cambia le regole della radio.
Un esempio? Se ci si collega a Isoradio si ottengono non solo le trasmissioni che già oggi conosciamo, anche se in una qualità audio decisamente superiore, simile a quella del compact disc, ma anche delle immagini, le cartine con i flussi del traffico, le fotografie scattate sulle autostrade o ai caselli, informazioni testuali che arricchiscono quelle che arrivano via etere. Insomma, l'arrivo della radio digitale, più volte annunciato, sta per diventare una realtà. "Già oggi il segnale raggiunge circa il 40% della popolazione, le città principali del nord sono già coperte, assieme a Palermo", sottolinea Stefano Ciccotti, amministratore delegato di RayWay, la società che si occupa delle infrastrutture della Rai, "e dal 1° ottobre il segnale verrà trasmesso anche a Roma".
Dopo anni di lento avvicinamento, l'accelerazione di questi ultimi due anni è dovuta ad un cambiamento tecnologico, il passaggio dallo standard Dab a quello T-Dmb, che consente di consumare meno energia. "Non c'è dubbio che il futuro della radio sia digitale", dice Linus, direttore delle radio del gruppo Espresso, presenti da tempo nel Club Dab proprio per sperimentare le nuove tecnologie.
Ed infatti tra le radio che già oggi si possono ascoltare nel nuovo formato digitale ci sono Radio DeeJay, Radio Capital e m2o.
"Avrà un grandissimo impatto sull'utenza giovanile", sostiene Antonio Caprarica, direttore del Giornale Radio Rai "le potenzialità sono quelle dei contenuti non sincronizzati, grafica, meteo, previsioni, traffico, info personalizzate". Un universo in movimento nel quale altre novità sono in arrivo: Worldspace e Fiat hanno annunciato i ricevitori digitali sulle automobili Fiat, Lancia e Alfa Romeo, alcuni dei prossimi modelli di cellulari avranno i chip per la ricezione della radio digitale e già stanno arrivando sul mercato i ricevitori radio via Internet che non vanno collegati al pc.
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Wednesday, September 24, 2008
La parentopoli siciliana tra assunzioni e gratifiche (da "repubblica.it", September 24, 2008)
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Col governatore Lombardo continua il "banchetto" di Cuffaro.
I casi di Schifani ed Alfano. Ed ogni assessore ha 25 collaboratori.
E' anche peggio di quando Totò spartiva il bottino fra i suoi clienti. Duecento euro a chi allevava una capra "girgentana" (agrigentina) e 500 a chi accudiva in giardino un asino pantesco (di Pantelleria), un contributo "per la lotta mondiale contro l'inquinamento" a chi viaggiava in nave, 12 euro per ogni chilo di manna tirata giù dall'albero. L'ultimo assalto alla Regione è più sfacciato. Ci sono di mezzo i parenti.
Tanti. E' così che don Raffaele sta già oscurando la fama del suo predecessore sopraffatto da una velenosa guantiera di cannoli.
E' un arrembaggio. Più fratelli e cugini e più figli. E più nipoti e più compari. Non c'è più soltanto Palermo (dove Cuffaro ha il suo quartiere generale) ma c'è anche Catania (dove il boss dei boss è Lombardo) e - chissà come - in Sicilia ci saranno pure più soldi. Quelle che tecnicamente vengono definite le "risorse della nuova programmazione" sono in sostanza 6 miliardi e mezzo di euro che pioveranno sull'isola da qui alla primavera del 2013. Alla Regione si preparano a un altro grande banchetto. Con un condottiero che pubblicamente promette rigore e regole ma poi fa sempre finta di niente.
A parole annuncia rivoluzioni nella spaventosa macchina burocratica e intanto lascia i soliti noti ai loro posti, giura di ridurre da 26 a 12 le società regionali e invece non taglia mai nulla, in nome della trasparenza sceglie come assessori due noti magistrati e poi però il suo governo scivola ancora nella vergogna dei familiari più intimi assunti per chiamata diretta. Alla muta muta - zitto zitto come si dice in Sicilia - Raffaele Lombardo è in corsa per battere tutti i record nella Sicilia delle abbuffate.
Nella Regione che per la sua Sanità spende 8,5 miliardi di euro (il 30% in più della Finlandia, ha fatto notare a luglio la Corte dei Conti) tutto è come prima e più sconcio di prima. A pochi mesi dalla sua incoronazione il nuovo governatore sembra stia diventando un altro Cuffaro più smoderato di Cuffaro. Lo scandalo è diventato scandalo con Giuliana, la figlia di Giovanni Ilarda, il giudice che don Raffaele ha messo all'assessorato al Personale. Ma la lista di quei cognomi eccellenti assunti in Regione è infinita. Quelli che hanno una parentela molto stretta e gli altri, cognati, nuore, ex autisti, ex deputati "trombati".
nella foto: Raffaele Lombardo
Si comincia con Piero Cammarata, primogenito di Diego, sindaco di Palermo, e si finisce con una Misuraca (parlamentare di Forza Italia) e uno Scoma (assessore di Lombardo), con un Davola (ex autista di Gianfranco Micciché) e con un Mineo (figlio di un deputato regionale). Quasi tutti sono negli staff degli assessori. Come Rosanna Schifani, sorella di Renato, presidente del Senato della Repubblica. Era già dipendente della Regione, assunta per concorso nel '91, poi è stata "chiamata" dall'assessore alla Famiglia Francesco Scoma. O come Viviana Buscaglia, cugina del ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano. La signora, un'"esterna", è nello staff dell'assessore all'Agricoltura Giovanni La Via. L'elenco di chi si piazza lì dentro con un cognome che conta mese dopo mese è sempre lungo.
Ogni assessore può avere 25 collaboratori fra segreteria particolare e segreteria tecnica, un terzo di loro arriva da fuori l'amministrazione. Così fan tutti. Pagando ciascuno degli 8 prescelti come dirigente 41.807 euro lordi più un'indennità di 7.747 euro e un'altra di 23.500. Come minimo, i fortunati che entrano in uno staff, portano a casa 70 mila euro. Gli uffici di gabinetto si trasformano in vere e proprie segreterie politiche.
Come quella dell'assessore ai Beni Culturali Antonello Antinoro dell'Udc. Ha chiamato vicino a sé: Giovanni Antinoro (non parente) che era l'autista di Cuffaro; Domenico Di Carlo, segretario del braccio destro di Cuffaro, Saverio Romano; Vito Raso, amico di Cuffaro; Gianni Borrelli, ex candidato Udc amico di Cuffaro e dello stesso assessore Antinoro. Lo chiamano staff ma è una tribù.
Rispetto a tutti gli altri 21 mila dipendenti regionali quelli degli staff non firmano il cartellino, hanno un rapporto solo con il loro capo - l'assessore - e tanto per gradire per gli interni un'altra indennità annua dai 7 ai 15 mila euro.
E se nei "felicissimi" di Totò Cuffaro sembrava che non ci fossero limiti al limite, l'esordio come governatore di don Raffaele è stato segnato da nuovi aumenti per 72 onorevoli su 90. Il parlamento ha voluto altre tre commissioni, altri "gettoni", altri incarichi e gratifiche da aggiungere ai 19 mila euro lordi di stipendio per ogni parlamentare. Totale delle spese in più per le tre nuove commissioni: 200 mila euro. Nelle stesse settimane del bonus per gli onorevoli, tutti i dirigenti dei vari assessorati sono stati valutati e promossi. Il minimo in "pagella" era un punteggio di 70, tutti sono andati oltre il 90. Dai 3 ai 15 mila euro in più per ogni burocrate.
"Il mio governo è già impegnato a tagliare gli sprechi", aveva solennemente giurato don Raffaele nel giorno del suo insediamento.
Numeri e nomi raccontano come sono andate le cose. A giugno il governatore aveva proclamato che avrebbe finalmente messo mano alle 25 società collegate alla Regione, 3.546 precari poi stabilizzati e in pratica tutti amici di amici, un bel po' di altri parenti di eccellenti siciliani, tutti entrati senza concorso. A luglio e a settembre ha ripetuto il proclama. Le 25 società sono sempre lì, una dependance della Regione Sicilia che conta quasi gli stessi impiegati che ha la Regione Lombardia.
Sulla carta si occupano di tutto. Trasporti. Informatizzazione. Patrimonio artistico. Qualche mese fa una società ha pubblicato un avviso per comunicare l'assunzione da parte di un'altra società di 38 ingegneri. Il nome dell'altra società è stato tenuto segreto "per motivi di privacy". Poi si è scoperto che era la Sicilia e-innovazione, una struttura che gestisce almeno 300 milioni di fondi europei e statali. Ma Lombardo non prende decisioni. Parla, parla ma non si mette mai contro nessuno. Immobile come una statua, assiste alle scorrerie nel gorgo di Palermo.
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